Città

Era una piccola città, con un piccolo fiume e un piccolo lago,… - Ray Bradbury
Io penso che si dovrebbero portare i bambini delle scuole a vedere cosa sono i macelli. I macelli una volta erano in città, oggi li hanno portati ben lontani dalle città e nessuno sa più cosa succede. Per i bambini la carne è un bell'involtino in cellophane che si trova nei supermercati e non sanno nemmeno le sofferenze che sono state prodotte agli animali che hanno fornito la carne.
Tutti dovettero avere una grande superbia, un grande orgoglio, un alto senso si sé, di sé come individui e di sé come comunità, se subito dopo il terremoto vollero e seppero ricostruire miracolosamente quelle città, con quelle topografie, con quelle architetture barocche: scenografiche, ardite, abbaglianti concretizzazioni di sogni, realizzazioni di fantastiche utopie.
Davanti a me è Messina. Ogni volta che la guardo non posso… - Leonida Rèpaci
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I Lacedemoni furono avvertiti da Anassimandro, lo studioso della natura, a lasciare la città e le case, vegliando in armi sui campi, perché era imminente un terremoto, dopo il quale evento la città rimase del tutto distrutta e venne giù dal monte Taigeto una massa rocciosa della grandezza della poppa di una nave.
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Nelle città senza Mare... chissà a chi si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio... forse alla Luna...
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Temi: Città, Libri, Luna, Mare
C'è forse stato un declino dell'abitudine di fumare, da quando si parla dei rapporti tra fumo e cancro e altre malattie? La nevrotica ciminiera umana fuma con rabbia crescente, nelle città invase dai fumi; l'avvertimento cancerologico mette più pepe in quel vizio povero. Ti fumano in faccia dappertutto, anche se avverti mitemente di non gradire, per giusta intolleranza, l'effusione.
Eppure tra quei contadini tangba, nel loro modo di vivere, in quei villaggi semideserti nascosti tra le rocce sentivo qualcosa che mi faceva tornare indietro nel mio passato. Con buona pace di tanti che inorridiranno, posso dire che sentivo le mie radici. Radici in parte presunte; sono nato in città, ma da stirpe montanara e contadina. Per tutta la vita ho corso alla ricerca di quelle radici nascoste dall'asfalto, per il gusto di sentire la terra sotto le scarpe. Una fuga. Una fuga dalla città, dai condizionamenti quotidiani e anche dall'ovvio e dallo scontato. Stare al villaggio, come stare in montagna, mi faceva sentire precario, privo di certezze e di eventi prevedibili e pertanto ricco di possibilità
Di solito quando si viene qui si è sempre in movimento. Riproponiamo anche qui, tra brousse e città polverose, la frenesia occidentale. Pianifichiamo il nostro tempo per non avere attimi vuoti, quelli di cui abbiamo più paura. Poi, quando si è obbligati ad attendere - e quante volte questa terra ti costringe farlo! - allora si vedono cose diverse. Non si "studia" più ciò che si ha davanti agli occhi, non ci si sforza di capire, si osserva e si accetta questa normalità come se fosse la nostra. "Dio ha dato l'orologio agli svizzeri e il tempo agli Africani" mi ha detto una volta l'amico Jean Leonard mascherando il ritardo dietro al suo dolce sorriso congolese.
La felicità è avere una famiglia numerosa, amorevole, sollecita e unita in… - George Burns