William Shakespeare
Di Shakespeare sappiamo sorprendentemente poco per quanto sia diventato: non un diario, non una lettera personale, quasi nessun documento sulla sua vita privata — al punto che per secoli c'è stato chi ha dubitato avesse scritto davvero lui le sue opere. Quello che resta sono 37 testi teatrali e 154 sonetti, scritti in circa venticinque anni, tra il 1588 e il 1613.
Nacque a Stratford-upon-Avon, dove fu battezzato il 26 aprile 1564, e morì nella stessa città il 23 aprile 1616 — per una curiosa coincidenza dei calendari, quasi esattamente nel giorno del suo cinquantaduesimo compleanno. Fu tra i soci fondatori dei Lord Chamberlain's Men, la compagnia teatrale per cui scriveva e che si esibiva al Globe Theatre di Londra: il teatro bruciò completamente nel 1613, durante una recita di "Enrico VIII", per un colpo di cannone di scena finito sul tetto di paglia.
Gran parte dell'inglese che si parla oggi porta la sua firma senza che nessuno se ne accorga — diverse espressioni comuni le ha coniate lui, o almeno le ha rese celebri per prime. Da vivo era già popolare, ma fu dopo la morte che diventò il nome più citato nella storia della letteratura in lingua inglese.
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Un libro da leggere
"Amleto" resta il punto d'ingresso più naturale: un principe che finge la pazzia per vendicare il padre, un fantasma che chiede giustizia, un monologo — "essere o non essere" — che è diventato la frase più citata del teatro occidentale. È anche, semplicemente, un ottimo dramma su dubbio e vendetta. → Acquistalo su Amazon
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Leggi le citazioni e gli aforismi di William Shakespeare
Coloro che stanno in alto sono scossi da molte raffiche, e se cadono, vanno in frantumi.
Il bisogno ti insegni a ragionare in guisa da renderti persuaso che nessuna virtù può eguagliare il bisogno.
Ci sono uomini che non hanno il cuore in pace finchè vedono che c'è qualcuno al di sopra di loro. Per questo sono pericolosi.
Non c'è più lealtà che garantisca i contratti, mentre le garanzie si sprecano al punto da far dannare i contraenti.
Il mondo è un palcoscenico. Semplici attori gli uomini e le donne, che escono ed entrano a comando. E molte parti in vita sua ricopre un solo uomo.
Ho toccato il punto più alto della mia grandezza, e all'apogeo della mia gloria mi affretto a tramontare.
Una fatica nella quale proviamo piacere è medicina alla pena che se ne sopporta.
L'abuso della grandezza si ha quando scinde il rimorso dal potere.
Non cambia forse l'appetito? Tante volte da giovani si ama la carne, per esempio, e poi da vecchi non la si tollera più.
Mentre i leoni fanno la guerra e battagliano per le loro tane, i poveri innoqui agnelli scontano la loro inimicizia.