George Carlin
Nei primi anni Sessanta si presentava sul palco con giacca e cravatta, un comico abbastanza convenzionale per gli standard dell'epoca. Attorno al 1970 cambiò tutto — capelli lunghi, barba, un linguaggio più diretto e provocatorio — abbracciando lo spirito della controcultura del tempo.
Il monologo che lo rese famoso, "Sette parole sporche", elencava le sette parole che secondo lui non si potevano dire alla radio americana — e le disse tutte, una per una, in diretta. Nel 1972 fu arrestato a Milwaukee proprio per aver recitato dal vivo quel monologo; l'accusa cadde, ma l'episodio è considerato uno spartiacque nella storia della libertà d'espressione comica negli Stati Uniti, e la Corte Suprema se ne occupò sul serio in una sentenza che regola ancora oggi cosa si può trasmettere in chiaro in America.
Comedy Central lo classificò secondo comico di sempre negli Stati Uniti, dietro solo a Richard Pryor.
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Hai mai notato che chiunque vada più lento di te è un idiota, ma chiunque vada più veloce è un pazzo?
Ci sono notti in cui i lupi stanno in silenzio e solo la luna ulula
Non è giusto: il bruco fa tutto il lavoro, e la farfalla si prende tutta la gloria.
Il futuro sarà presto un ricordo del passato.
Pare che la prostituzione sia un problema. Ma dov'è il problema? Scopare va bene. Vendere va bene. Allora che cosa c'è che non va nel vendere scopate?
Ho inventato uno yo-yo con una corda lunga 600 metri. Da usare quando si va a visitare il Grand Canyon.
E' diventato davvero semplice comperarsi una pistola. Una volta si diceva: "Ho una pistola, dammi i soldi". Adesso si dice: "Ho i soldi, dammi una pistola".
La linea più diritta tra una breve distanza è due punti.
Talvolta in TV si vede un prodotto che è "ottimo per il mal di testa". Non voglio qualcosa che sia ottimo per il mal di testa. Voglio qualcosa che sia pessimo per il mal di testa. E ottimo per me.
Si chiama sogno americano perché bisogna essere addormentati, per crederci.