Bob Dylan
Nato Robert Zimmerman a Duluth, Minnesota, scelse il nome Dylan da adolescente, forse in omaggio al poeta gallese Dylan Thomas. Nel 1965 al Newport Folk Festival si presentò per la prima volta con una chitarra elettrica invece dell'acustica: parte del pubblico, che lo considerava la voce del folk purista, lo fischiò sentendosi tradito.
"Like a Rolling Stone", lo stesso anno, fu il primo singolo di successo a superare i sei minuti, contro ogni logica radiofonica. L'anno dopo un incidente in moto vicino a casa lo tenne lontano dalle scene per quasi un decennio. Alla fine degli anni Settanta attraversò una fase di conversione religiosa che lo portò a incidere tre album consecutivi di musica gospel, sorprendendo pubblico e critica.
Nel 2016 vinse il Premio Nobel per la Letteratura, primo musicista nella storia del premio, e per settimane non rispose alle chiamate dell'Accademia svedese.
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Un uomo ha successo se si alza la mattina e si mette a letto la sera, e in mezzo fa ciò che vuole fare.
Io accetto il caos, ma non son sicuro che lui accetti me.
Le critiche non mi importano, io sono le mie parole.
Non chiedetemi nulla, potrei rispondere con la verità.
Mi piacerebbe fare qualcosa di cui valesse la pena, come forse piantare un albero nell'oceano. Ma sono solo un chitarrista.
Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.
Si dà troppa importanza alle statistiche. Le statistiche misurano solo la quantità, non la qualità. Infatti la gente che si occupa di statistiche è gente molto annoiata.
I critici musicali sono solo degli stupidi idioti i quali non fanno altro che rinchiuderti nei limiti della loro angusta fantasia.
Tutto questo parlare di uguaglianza. La sola cosa che le persone hanno davvero in comune è che dovranno tutti morire.
Se non fossi Bob Dylan anch'io penserei che Bob Dylan è un artista in grado di dare molte risposte.