San Francesco d’Assisi
Nato Giovanni di Pietro di Bernardone, il nome con cui lo conosciamo — Francesco — nacque come soprannome, forse legato ai viaggi commerciali del padre in Francia. Rinunciò a tutto quello che la famiglia gli aveva garantito, ricchezza compresa, per fondare l'ordine che porta il suo nome.
Il "Cantico delle creature" lo scrisse quasi cieco, negli ultimi anni di vita, ed è considerato uno dei primi testi della letteratura italiana scritti in volgare invece che in latino — prima ancora di essere un atto di fede, fu un atto linguistico. Nel 2013 un cardinale argentino scelse il suo nome per il pontificato: il primo Papa Francesco della storia della Chiesa.
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Un libro da leggere
Il "Cantico delle creature" è uno dei primi testi mai scritti in volgare italiano invece che in latino, e Francesco lo compose quasi cieco, negli ultimi anni di vita, per lodare il sole, la luna, l'acqua, il fuoco — persino la morte, chiamata "sorella". Poche pagine che hanno cambiato la storia della lingua italiana prima ancora che quella della fede. → Acquistalo su Amazon
"I Fioretti" invece non li ha scritti lui: sono le leggende raccolte dai suoi seguaci dopo la sua morte — il lupo di Gubbio, la predica agli uccelli — la parte più narrativa e leggendaria della sua storia. → Anche questo su Amazon
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Leggi le citazioni e gli aforismi di San Francesco d’Assisi
E' nel dare che noi riceviamo.
Fai attenzione a come pensi e a come parli, perchè può trasformarsi nella profezia della tua vita.
Predica il Vangelo in ogni momento. Se necessario, usa le parole.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente po' skappare; guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.
Desidero poco e quel poco che desidero, lo desidero poco.
Limitare il dono in anticipo dicendo: arriverò fin lì ma non oltre, significa non dare assolutamente nulla.
[Al suo medico]: Non avere paura di dirmi che la morte è vicina, perché essa è per me la porta della vita.
Ciascuno manifesti con fiducia all'altro le sue necessità, poiché se la madre nutre e ama il suo figlio carnale, con quanto più affetto uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale?
Donandosi si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova.
Un raggio di sole è sufficiente per spazzare via molte ombre.