Seneca
Seneca fu precettore del giovane Nerone e per anni il suo consigliere più ascoltato — un'ironia amara, visto che fu proprio Nerone, nel 65 d.C., a ordinargli il suicidio, accusandolo (probabilmente a torto) di aver preso parte a una congiura contro di lui.
Filosofo stoico che predicava il distacco dai beni materiali, accumulò nel frattempo una delle fortune più grandi di Roma — una contraddizione che i suoi contemporanei, come lo storico Cassio Dione, non gli risparmiarono di far notare. Tacito racconta la sua morte con un dettaglio quasi cinematografico: si tagliò le vene, ma il sangue scorreva troppo lento per la sua età avanzata, così bevve veleno, e infine si fece immergere in un bagno di vapore per accelerare la fine.
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Non si compie un'azione virtuosa in vista di un premio: il premio sta nell'averla compiuta.
Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
Se un uomo non sa verso quale porto è diretto, nessun vento è quello giusto.
Quando insegnano, gli uomini imparano.
Il possesso del denaro costa peggior fatica del guadagnarlo. Il denaro non ha mai fatto ricco nessuno.
Un grande pilota sa navigare anche con la vela rotta.
Ci vuole altrettanta magnanimità per riconoscere un favore ricevuto che per renderlo.
Il più potente è colui che ha se stesso in proprio potere.
Si può capire il carattere di una persona dal modo in cui accoglie le lodi.
Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente.